Ma quando siamo troppo sfiniti, quando non abbiamo la forza di giocare, allora abbiamo bisogno di parole vere. Gridiamo per averne. Il grido ci lacera le viscere. Non otteniamo altro che il silenzio.

— Simone Weil, “Quaderni II”.

1 giorno fa with 22 note
Sembra un corpo senza vita quello che ho dinanzi in questo momento: gli occhi, anche quando sono aperti, non guardano intorno ma sprofondano in una distanza infinita e inafferrabile a cui non è possibile prendere parte.

— Eugenio Borgna, “Malinconia”.

3 giorni fa with 53 note
E se torniamo a parlare della solitudine, si chiarisce sempre più che non è cosa che sia dato scegliere o lasciare. Non siamo soli. Ci si può ingannare su questo, e fare come se non fosse così. Ma quanto meglio è comprendere che noi lo siamo soli, e anzi muovere di lì. E allora accadrà che saremo presi dalle vertigini; che tutti i punti, su cui il nostro occhio usava riposare, ci vengono tolti, non v’è più nulla di vicino, e ogni cosa lontana è infinitamente lontana. Chi dalla sua stanza, quasi senza preparazione e trapasso, venisse posto sulla cima di una grande montagna, dovrebbe provare un senso simile: una incertezza senza eguali, un abbandono all’ignoto quasi l’annienterebbe. Egli vaneggerebbe di cadere o si crederebbe scagliato nello spazio o schiantato in mille frantumi; quale enorme menzogna dovrebbe inventare il suo cervello per recuperare e chiare lo stato dei suoi sensi.

— Rainer Maria Rilke, “Lettere ad un giovane poeta”.

3 giorni fa with 4 note
Ogni essere grida in silenzio per essere letto altrimenti. Non essere sordi a queste grida.

— Simone Weil, “Quaderni I”.

1 settimana fa with 25 note
[…] A proposito del dolore che è impossibile dividere con qualcuno, che è sufficiente per una sola persona.

— Grossman, “Che tu sia per me il coltello”.

2 settimane fa with 4 note
Sì, se solo non avrai paura di vedere, forse sarò.

— Grossman, “Che tu sia per me il coltello”.

2 settimane fa with 4 note
Spengimi gli occhi: ti vedrò lo stesso.
Riempimi gli orecchi: posso sentirti.
E senza piedi ti cammino ancora a fianco.
E senza bocca posso ancora scongiurarti.
Spezzami le braccia ti abbraccerò col cuore con una mano.
Strappami il cuore: e mi batterà il cervello.
E se spegni anche il fuoco nella mente
allora ti porterò nel sangue.

— Rainer Maria Rilke, poesia “Spengimi gli occhi: ti vedrò lo stesso”.

3 settimane fa with 9 note
Tutto mi si scomponeva in parti e le parti in altre parti, e più nulla si lasciava abbracciare con un concetto. Le singole parole fluttuavano intorno a me; si coagulavano in occhi che mi fissavano e in cui sono costretto a fissare a mia volta; vortici sono, che a guardarli mi danno le vertigini, che turbinano senza posa e, traversatili, si giunge al vuoto.

Hoffmannsthal, “La lettera di Lord Chandos" in "L’ignoto che appare”.

1 mese fa with 11 note
Acceso e furibondo mi precipitai dinanzi allo specchio […] mi dette un’ immagine, no, una realtà, una estranea, inconcepibile, mostruosa realtà, di cui fui pervaso contro la mia volontà: poiché ora era lui il più forte, e lo specchio ero io. Fissavo quel grande terribile sconosciuto dinanzi a me e mi pareva mostruoso essere solo con lui. Ma nell’istante stesso in cui pensavo ciò, giunse l’estremo: persi conoscenza, semplicemente mancai. Per un secondo ebbi un indescrivibile, doloroso e vano desiderio di me, poi fu soltanto più lui: non ci fu nulla fuori di lui.

— Rilke, “Quaderni di Malte Lauridis Brigge”.

1 mese fa with 12 note
losbagliopiudolce:

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losbagliopiudolce:

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1 mese fa with 14.713 note
Non mi era mai capitato di accorgermi per esempio di quanti volti ci siano. C’è un’infinità di uomini, ma i volti sono ancora più numerosi poiché ciascuno ne ha più di uno. Vi sono persone che portano un volto per anni, naturalmente si logora, si piega nelle rughe, si sforma come i guanti portati in viaggio. Queste sono persone econome, semplici; non mutano di volto, non lo fanno ripulire nemmeno una volta. Va bene così, sostengono e chi gli può dimostrare il contrario? Solo viene da chiedersi: poiché hanno più volti, cosa ne fanno degli altri?

— Rilke, “Quaderni di Malte Laurids Brigge”.

1 mese fa with 26 note
Quelle angosce che ogni giornata mi rovesciava addosso, svegliavano cento altre angosce, ed esse si ergevano in me contro di me, e si alleavano, e io non riuscivo a vincerle.

— Rilke, “Lettera a Lou Salomé" in "Poesie”.

1 mese fa with 10 note
Potrebbero piantarmi un coltello dritto nel cuore, e sarebbe già tardi.

— Chuck Palahaniuk, “Survivor”.

1 mese fa with 187 note
Chiama una ragazza e mi domanda, “Fa molto male morire?”. Bé, tesoro, le dico, sì, fa male, ma fa molto più male continuare a vivere.

— Chuck Palahaniuk, “Survivor”.

1 mese fa with 19 note
Essere o non essere. Non ho ancora preso la decisione.

— Chuck Palahaniuk, “Survivor”.

2 mesi fa with 9 note