Vorrei allungare la mia mano, per toccare la tua solitudine.

— Dal film “Schindler’s List”.

1 giorno fa with 7 note
Non fa paura l’isolamento causato da una malattia ma quello causato dal deserto delle emozioni: così inquietante e così strisciante, così camaleontico e così dissimulante, così arido e così nascosto in ciascuno di noi.

— Eugenio Borgna, “La solitudine dell’anima”.

1 settimana fa with 5 note
Chi mi può incontrare nella mia sofferenza? Tutte le parole che mi sono rivolte risuonano più o meno false. E’ qualcosa che va al di là delle parole, dei linguaggi. Mi sento solo. Chi è in grado di capire ciò che c’è di unico nel mio dramma interiore, nella mia prova fisica, psichica? Conosco allora la tentazione di rinchiudermi in questa solitudine. Eppure, nello stesso tempo, una parte di me vorrebbe comunicare. Sono lacerato tra questi due desideri, tirato da una parte all’altra. Quando è molto forte, la sofferenza ci sembra stupida e assurda, come dicono i filosofi.

— Xavier Thévenot, “Ha senso la sofferenza?”

1 settimana fa with 16 note
«La vita non è né brutta né bella, ma è originale!»
Quando ci pensai mi parve d’aver detta una cosa importante. Designata così, la vita mi parve tanto nuova che stetti a guardarla come se l’avessi veduta per la prima volta coi suoi corpi gassosi, fluidi e solidi. Se l’avessi raccontata a qualcuno che non vi fosse stato abituato e fosse perciò privo del nostro senso comune, sarebbe rimasto senza fiato dinanzi all’enorme costruzione priva di scopo. M’avrebbe domandato: «Ma come l’avete sopportata?». E, informatosi di ogni singolo dettaglio, da quei corpi celesti appesi lassù perché si vedano ma non si tocchino, fino al mistero che circonda la morte, avrebbe esclamato: «Molto originale!». […] più ci pensavo, più originale trovavo la vita. E non occorreva mica venire dal di fuori per vederla messa insieme in un modo tanto bizzarro. Bastava ricordare tutto quello che noi uomini dalla vita si è aspettato, per vederla tanto strana da arrivare alla conclusione che forse l’uomo vi è stato messo dentro per errore e che non vi appartiene.

— Italo Svevo, “La coscienza di Zeno”.

1 settimana fa with 6 note

Ce sta poco da fà. Einaudi è sempre Einaudi.

1 settimana fa with 3 note
La solitudine cresce; ché la sua crescita è dolorosa come la crescita dei fanciulli e triste come l’inizio delle primavere. Ma questo non vi deve sviare. Questo solo è che abbisogna: solitudine, grande intima solitudine. Penetrare in se stessi e per ore non incontrare nessuno, -questo si deve poter raggiungere.

— Rainer Maria Rilke, “Lettere a un giovane poeta”.

1 settimana fa with 92 note
Questa malinconia, che svalorizza le cose e svuota di contenuto figure e valori, che rende tutto inconsistente e si spinge così nel vuoto e nel tedio, che travolge le fondazioni della propria esistenza e precipita così nella perdita di senso della disperazione -questa stessa malinconia è quella dalla quale irrompe il dionisiaco. La persona malinconica ha, certo, la più profonda relazione con la pienezza dell’esistenza.

— Romano Guardini, “Vom Sinn der Schwermut”.

1 settimana fa with 9 note
La maggior parte degli avvenimenti sono indicibili, si compiono in uno spazio che mai parola ha varcato.

— Rainer Maria Rilke, “Lettere a un giovane poeta”.

3 settimane fa with 13 note
Ma quando siamo troppo sfiniti, quando non abbiamo la forza di giocare, allora abbiamo bisogno di parole vere. Gridiamo per averne. Il grido ci lacera le viscere. Non otteniamo altro che il silenzio.

— Simone Weil, “Quaderni II”.

3 settimane fa with 70 note
Sembra un corpo senza vita quello che ho dinanzi in questo momento: gli occhi, anche quando sono aperti, non guardano intorno ma sprofondano in una distanza infinita e inafferrabile a cui non è possibile prendere parte.

— Eugenio Borgna, “Malinconia”.

4 settimane fa with 61 note
E se torniamo a parlare della solitudine, si chiarisce sempre più che non è cosa che sia dato scegliere o lasciare. Non siamo soli. Ci si può ingannare su questo, e fare come se non fosse così. Ma quanto meglio è comprendere che noi lo siamo soli, e anzi muovere di lì. E allora accadrà che saremo presi dalle vertigini; che tutti i punti, su cui il nostro occhio usava riposare, ci vengono tolti, non v’è più nulla di vicino, e ogni cosa lontana è infinitamente lontana. Chi dalla sua stanza, quasi senza preparazione e trapasso, venisse posto sulla cima di una grande montagna, dovrebbe provare un senso simile: una incertezza senza eguali, un abbandono all’ignoto quasi l’annienterebbe. Egli vaneggerebbe di cadere o si crederebbe scagliato nello spazio o schiantato in mille frantumi; quale enorme menzogna dovrebbe inventare il suo cervello per recuperare e chiare lo stato dei suoi sensi.

— Rainer Maria Rilke, “Lettere ad un giovane poeta”.

1 mese fa with 4 note
Ogni essere grida in silenzio per essere letto altrimenti. Non essere sordi a queste grida.

— Simone Weil, “Quaderni I”.

1 mese fa with 66 note
[…] A proposito del dolore che è impossibile dividere con qualcuno, che è sufficiente per una sola persona.

— Grossman, “Che tu sia per me il coltello”.

1 mese fa with 9 note
Sì, se solo non avrai paura di vedere, forse sarò.

— Grossman, “Che tu sia per me il coltello”.

1 mese fa with 8 note
Spengimi gli occhi: ti vedrò lo stesso.
Riempimi gli orecchi: posso sentirti.
E senza piedi ti cammino ancora a fianco.
E senza bocca posso ancora scongiurarti.
Spezzami le braccia ti abbraccerò col cuore con una mano.
Strappami il cuore: e mi batterà il cervello.
E se spegni anche il fuoco nella mente
allora ti porterò nel sangue.

— Rainer Maria Rilke, poesia “Spengimi gli occhi: ti vedrò lo stesso”.

1 mese fa with 9 note