Ciò che non abbiamo ancora considerato da vicino è la vita.

— Ludwig Binswanger, “Sulla fenomenologia" in "Per un’antropologia fenomenologica”.

2 giorni fa with 14 note
Anonimo: Appena ho letto l'aforisma che hai messo come introduzione, mi sono imposto di chiederti se ti rappresenta ? Cioè il fatto che con quelle parole si va a intimare il lettore di fondare un proprio pensiero è chiaro. Quindi te usandolo per descriverti ti vuoi distinguere come un pensatore moderno che sta costruendo/perfezionando il tuo pensiero che non è ne mimesi ne metessi ne parusia di quelli precedenti? Se sì anche se è discordante con il discorso sopra a quale più ti avvicini ?

In realtà non ho assolutamente la pretesa di distinguermi come pensatore moderno, anzi. Se davvero mi ritenessi tale, non trascriverei citazioni di altri ma mi accingerei io stessa a scrivere delle cose propriamente mie. Il fatto principale per cui ho scelto quella citazione non è solo perchè Arthur Schopenhauer è stato il primo filosofo con il quale mi sono imbattuta, ma anche perchè ho sempre amato la lettura ed ho sempre ritenuto che gli altri (con “altri” in questo caso intendo scrittori, poeti, filosofi) fossero più capaci di esplicitare quello che io stessa provo, ma a cui non riesco dare una materialità. Quindi, rifacendomi alla tua ultima domanda, oserei dire che mi avvicino più alla metessi, alla pura partecipazione. Le cose che trascrivo, ripeto, non sono altro che espressione di qualcosa che io non riesco -a mio malgrado- a esplicare. Probabilmente, alla base di tutto, c’è una mia forte incapacità di comprendere me stessa. Vedi? Non sono poi così tanto “moderna” ;)

4 giorni fa with 2 note
Forse l’unica differenza tra me e gli altri è che ho sempre voluto di più dal tramonto. Colori più spettacolari, quando il sole toccava l’orizzonte. Forse è questo il mio unico peccato

— Dal film, “Nymphomaniac vol.1”.

1 settimana fa with 20 note
Anonimo: Cosa studi? Filosofia?

Non so se sia fortuna o un acuto intuito il tuo, ma sì, studio filosofia!

1 settimana fa
Mio padre lottava coraggiosamente con la sua flora e le sue guide sui tipi di alberi. E’ effettivamente l’anima degli alberi, quella che vediamo in inverno. In estate tutto è verde e idilliaco, ma in inverno..I tratti distintivi dei tronchi saltano tutti fuori. Guarda come sono tutti storti. I rami devono sostenere tutte le foglie sotto la luce del sole. Una lunga lotta per la sopravvivenza. Mio padre mi sorprese quando definì i tronchi spogli “l’anima degli alberi”. Una pensiero poetico che era raro per lui, dato che, personalmente, preferiva le scienze empiriche.

— Dal film “Nymphomaniac, vol. II”

1 settimana fa with 3 note
Non amavo ancora, ma amavo di amare.

— Agostino, “Le Confessioni”, libro III.

2 settimane fa with 17 note
Sempre avevo temuto d’essere pressoché vuoto, di non avere insomma alcuna seria ragione per esistere. Adesso davanti ai fatti ero proprio certo del mio nulla individuale. In quell’ambiente troppo diverso da quello in cui coltivavo le mie meschine ambizioni, mi ero come dissolto all’istante. Così, lo scoprivo, da quando avevano smesso di parlarmi di cose familiari, nulla più m’impediva di sprofondare in una sorta di noia irresistibile, in una sorta di dolciastra, spaventevole catastrofe spirituale. Una cosa disgustosa.

Louis-Ferdinard Céline, “Viaggio al termine della notte

2 settimane fa with 14 note
Mi sento come se cercassi di raccontarvi un sogno, e sarebbe un tentativo inutile perché nessun racconto di un sogno può trasmettere la sensazione che nel sogno si prova, quella mescolanza di assurdità, di sorpresa e di smarrimento, in un fremito di spasmodica rivolta, quell’impressione di essere prigionieri dell’incredibile che è l’essenza stessa dei sogni..[…].No, è impossibile; è impossibile trasmettere la sensazione di vita di una qualsiasi epoca della propria esistenza - ciò che ne costituisce la verità, il significato - l’essenza sottile e penetrante. È impossibile. Viviamo come in un sogno..soli.

— Joseph Conrad, “Cuore di tenebra”.

3 settimane fa with 16 note
Scopri in tutto il tuo passato ridicolo tante di quelle ridicolaggini, inganni, credulità, che vorresti forse smettere di colpo d’essere giovane, aspettare che la giovinezza si distacchi, aspettare che ti sorpassi, vederla andarsene via, allontanarsi, guardare tutta la sua vanità, toccar con mano il suo vuoto, vederla ripassare ancora davanti a te, e poi tu andartene, essere sicuro che se ne è proprio andata la tua giovinezza e in gran tranquillità, per conto suo, tutto suo, ripassare piano piano dall’altra parte del Tempo per guardare davvero com’è che sono la gente e le cose.

Louis-Ferdinard Céline, “Viaggio al termine della notte”.

1 mese fa with 19 note
Gli uomini ci tengono ai loro brutti ricordi, a tutte le loro disgrazie e non si può tirarli via di lì. Gli tiene occupata l’anima. Si vendicano dell’ingiustizia del loro presente accanendosi sull’avvenire nel fondo di se stessi a palle di merda. Da quei giusti e vili che sono nel loro intimo. Sono fatti così.

Louis-Ferdinand Céline, “Viaggio al termine della notte”.

1 mese fa with 19 note
La nostalgia è questa ferita dell’anima: questa speranza che resiste ostinata al dilagare dell’ansia e del dolore; questa memoria che ritorna infaticabilmente alle esperienze del passato e ai luoghi del passato; questa tristezza che si alimenta di cose mai accadute.

— Eugenio Borgna, “Le figure dell’ansia”

1 mese fa with 13 note
Vorrei allungare la mia mano, per toccare la tua solitudine.

— Dal film “Schindler’s List”.

1 mese fa with 20 note
Non fa paura l’isolamento causato da una malattia ma quello causato dal deserto delle emozioni: così inquietante e così strisciante, così camaleontico e così dissimulante, così arido e così nascosto in ciascuno di noi.

— Eugenio Borgna, “La solitudine dell’anima”.

1 mese fa with 10 note
Chi mi può incontrare nella mia sofferenza? Tutte le parole che mi sono rivolte risuonano più o meno false. E’ qualcosa che va al di là delle parole, dei linguaggi. Mi sento solo. Chi è in grado di capire ciò che c’è di unico nel mio dramma interiore, nella mia prova fisica, psichica? Conosco allora la tentazione di rinchiudermi in questa solitudine. Eppure, nello stesso tempo, una parte di me vorrebbe comunicare. Sono lacerato tra questi due desideri, tirato da una parte all’altra. Quando è molto forte, la sofferenza ci sembra stupida e assurda, come dicono i filosofi.

— Xavier Thévenot, “Ha senso la sofferenza?”

1 mese fa with 24 note
«La vita non è né brutta né bella, ma è originale!»
Quando ci pensai mi parve d’aver detta una cosa importante. Designata così, la vita mi parve tanto nuova che stetti a guardarla come se l’avessi veduta per la prima volta coi suoi corpi gassosi, fluidi e solidi. Se l’avessi raccontata a qualcuno che non vi fosse stato abituato e fosse perciò privo del nostro senso comune, sarebbe rimasto senza fiato dinanzi all’enorme costruzione priva di scopo. M’avrebbe domandato: «Ma come l’avete sopportata?». E, informatosi di ogni singolo dettaglio, da quei corpi celesti appesi lassù perché si vedano ma non si tocchino, fino al mistero che circonda la morte, avrebbe esclamato: «Molto originale!». […] più ci pensavo, più originale trovavo la vita. E non occorreva mica venire dal di fuori per vederla messa insieme in un modo tanto bizzarro. Bastava ricordare tutto quello che noi uomini dalla vita si è aspettato, per vederla tanto strana da arrivare alla conclusione che forse l’uomo vi è stato messo dentro per errore e che non vi appartiene.

— Italo Svevo, “La coscienza di Zeno”.

1 mese fa with 11 note