O Creatore, Creatore. Riprendimi! Creami una seconda volta e creami meglio!

— Ludwig Binswanger, “Il caso di Ellen West”.

22 ore fa with 8 note
Mi sento esclusa da ogni vita reale. Sono del tutto isolata. Vivo chiusa in un globo di vetro. Vedo gli uomini attraverso una parete trasparente, le loro voci mi giungono attutite. E mi sforzo, mi struggo per arrivare sino a loro. Io grido, ma essi non sentono

— Ludwig Binswanger, “Il caso di Ellen West”.

5 giorni fa with 6 note
Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole […] bensì rassomiglia soltanto all’elemosina, la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita per continuare domani il suo tormento

— Arthur Schopenhauer. “Il mondo come volontà e rappresentazione”.

6 giorni fa with 6 note
Ciò che non abbiamo ancora considerato da vicino è la vita.

— Ludwig Binswanger, “Sulla fenomenologia" in "Per un’antropologia fenomenologica”.

3 settimane fa with 15 note
Anonimo: Appena ho letto l'aforisma che hai messo come introduzione, mi sono imposto di chiederti se ti rappresenta ? Cioè il fatto che con quelle parole si va a intimare il lettore di fondare un proprio pensiero è chiaro. Quindi te usandolo per descriverti ti vuoi distinguere come un pensatore moderno che sta costruendo/perfezionando il tuo pensiero che non è ne mimesi ne metessi ne parusia di quelli precedenti? Se sì anche se è discordante con il discorso sopra a quale più ti avvicini ?

In realtà non ho assolutamente la pretesa di distinguermi come pensatore moderno, anzi. Se davvero mi ritenessi tale, non trascriverei citazioni di altri ma mi accingerei io stessa a scrivere delle cose propriamente mie. Il fatto principale per cui ho scelto quella citazione non è solo perchè Arthur Schopenhauer è stato il primo filosofo con il quale mi sono imbattuta, ma anche perchè ho sempre amato la lettura ed ho sempre ritenuto che gli altri (con “altri” in questo caso intendo scrittori, poeti, filosofi) fossero più capaci di esplicitare quello che io stessa provo, ma a cui non riesco dare una materialità. Quindi, rifacendomi alla tua ultima domanda, oserei dire che mi avvicino più alla metessi, alla pura partecipazione. Le cose che trascrivo, ripeto, non sono altro che espressione di qualcosa che io non riesco -a mio malgrado- a esplicare. Probabilmente, alla base di tutto, c’è una mia forte incapacità di comprendere me stessa. Vedi? Non sono poi così tanto “moderna” ;)

3 settimane fa with 4 note
Forse l’unica differenza tra me e gli altri è che ho sempre voluto di più dal tramonto. Colori più spettacolari, quando il sole toccava l’orizzonte. Forse è questo il mio unico peccato

— Dal film, “Nymphomaniac vol.1”.

3 settimane fa with 28 note
Anonimo: Cosa studi? Filosofia?

Non so se sia fortuna o un acuto intuito il tuo, ma sì, studio filosofia!

4 settimane fa
Mio padre lottava coraggiosamente con la sua flora e le sue guide sui tipi di alberi. E’ effettivamente l’anima degli alberi, quella che vediamo in inverno. In estate tutto è verde e idilliaco, ma in inverno..I tratti distintivi dei tronchi saltano tutti fuori. Guarda come sono tutti storti. I rami devono sostenere tutte le foglie sotto la luce del sole. Una lunga lotta per la sopravvivenza. Mio padre mi sorprese quando definì i tronchi spogli “l’anima degli alberi”. Una pensiero poetico che era raro per lui, dato che, personalmente, preferiva le scienze empiriche.

— Dal film “Nymphomaniac, vol. II”

1 mese fa with 3 note
Non amavo ancora, ma amavo di amare.

— Agostino, “Le Confessioni”, libro III.

1 mese fa with 39 note
Sempre avevo temuto d’essere pressoché vuoto, di non avere insomma alcuna seria ragione per esistere. Adesso davanti ai fatti ero proprio certo del mio nulla individuale. In quell’ambiente troppo diverso da quello in cui coltivavo le mie meschine ambizioni, mi ero come dissolto all’istante. Così, lo scoprivo, da quando avevano smesso di parlarmi di cose familiari, nulla più m’impediva di sprofondare in una sorta di noia irresistibile, in una sorta di dolciastra, spaventevole catastrofe spirituale. Una cosa disgustosa.

Louis-Ferdinard Céline, “Viaggio al termine della notte

1 mese fa with 17 note
Mi sento come se cercassi di raccontarvi un sogno, e sarebbe un tentativo inutile perché nessun racconto di un sogno può trasmettere la sensazione che nel sogno si prova, quella mescolanza di assurdità, di sorpresa e di smarrimento, in un fremito di spasmodica rivolta, quell’impressione di essere prigionieri dell’incredibile che è l’essenza stessa dei sogni..[…].No, è impossibile; è impossibile trasmettere la sensazione di vita di una qualsiasi epoca della propria esistenza - ciò che ne costituisce la verità, il significato - l’essenza sottile e penetrante. È impossibile. Viviamo come in un sogno..soli.

— Joseph Conrad, “Cuore di tenebra”.

1 mese fa with 22 note
Scopri in tutto il tuo passato ridicolo tante di quelle ridicolaggini, inganni, credulità, che vorresti forse smettere di colpo d’essere giovane, aspettare che la giovinezza si distacchi, aspettare che ti sorpassi, vederla andarsene via, allontanarsi, guardare tutta la sua vanità, toccar con mano il suo vuoto, vederla ripassare ancora davanti a te, e poi tu andartene, essere sicuro che se ne è proprio andata la tua giovinezza e in gran tranquillità, per conto suo, tutto suo, ripassare piano piano dall’altra parte del Tempo per guardare davvero com’è che sono la gente e le cose.

Louis-Ferdinard Céline, “Viaggio al termine della notte”.

1 mese fa with 19 note
Gli uomini ci tengono ai loro brutti ricordi, a tutte le loro disgrazie e non si può tirarli via di lì. Gli tiene occupata l’anima. Si vendicano dell’ingiustizia del loro presente accanendosi sull’avvenire nel fondo di se stessi a palle di merda. Da quei giusti e vili che sono nel loro intimo. Sono fatti così.

Louis-Ferdinand Céline, “Viaggio al termine della notte”.

1 mese fa with 19 note
La nostalgia è questa ferita dell’anima: questa speranza che resiste ostinata al dilagare dell’ansia e del dolore; questa memoria che ritorna infaticabilmente alle esperienze del passato e ai luoghi del passato; questa tristezza che si alimenta di cose mai accadute.

— Eugenio Borgna, “Le figure dell’ansia”

1 mese fa with 13 note
Vorrei allungare la mia mano, per toccare la tua solitudine.

— Dal film “Schindler’s List”.

1 mese fa with 25 note